Ode alla soia , ovvero una fredda domenica di autoproduzione

Metti una domenica di febbraio in attesa dell’arrivo di Buran, il gelo siberiano.

Nevica forte, c’è un po’ di vento, fuori non si può proprio stare. Sistemati tutti gli animali in modo che siano al chiuso e all’asciutto, come vuoi passare il resto della giornata, se non autoproducendo qualche provvista sostanziosa?

L’estate scorsa, avevamo avviato una micro coltivazione  sperimentale di soia, così, per vedere se cresce e perché ne abbiamo le scatole piene di quei simpaticoni che ci dicono che la soia è tutta GM, ché pure se glielo spieghi che non è vero, non ci credono.

La siccità non ci ha permesso di fare un gran raccolto, ma qualche vasetto sgranato a mano lo abbiamo messo da parte.

La soia è una coltura meravigliosa, anche se tanti la temono.

E’ una paladina della sostenibilità e oltre, ha un pensiero buono per tutti: lei, con i suoi amici batteri, è capace di prendere l’azoto inerte dall’aria e di renderlo organico, ossia la forma utile per la vita. La natura le ha regalato un talento potentissimo e lei lo usa per costruire sapientemente le riserve proteiche per la sua prole, i semi. E’ così brava che le sue proteine sono tra le più equilibrate del regno vegetale, dotate di un profilo aminoacidico invidiabile. Anche con i grassi non se la cava male: abbondanti e prevalentemente insaturi.

E’ generosa, perché un po’ di quell’azoto lo lascia nel terreno per le piante che verranno dopo di lei.

E’ versatilissima in cucina e oggi vi vogliamo mostrare quante cose siamo riusciti a fare a partire da una tazzina di semi di soia, un litro di acqua e un Vegan Star.

Abbiamo iniziato con il latte di soia. La pappetta che resta nel Vegan Star, che si chiama okara, l’abbiamo devoluta alle nostre galline, che in questi giorni di freddo apprezzano sicuramente un surplus nutrizionale.

 

il latte appena preparato

Con il latte di soia abbiamo preparato

-un po’ di vasetti di yougurt, da mangiare a colazione la mattina successiva, ancora ricchissimi di fermenti vitali

-una besciamella cremosa, con cui abbiamo farcito la pasta con crema di cavolfiori gratinata al forno

la pasta

-una favolosa veg-nutella al cioccolato fondente, che nelle intenzioni sarebbe dovuta servire per merenda, poi colazione, poi ancora merenda, poi , poi , poi. Poi è finita subito, come era prevedibile.

la veg nutella

E allora, niente, quest’anno ne vogliamo seminare di più perché ci piacerebbe anche poterla condividere con chi, come noi, la sa apprezzare.

 

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Due pionieri partiti dalla Brianza per ripopolare un borgo sperduto e diffondere il messaggio vegan

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