Cani da caccia vs cani da guardia e guardiania: chi ha più diritti?

Siamo stati in silenzio perché non volevamo parlare a vanvera: già in troppi lo fanno.

Chi ci segue sui social, già conosce la storia: a seguito di reiterati casi di intrusione di cani da caccia nell'orto aziendale (sul nostro impianto di fragole!), ci siamo rivolti al Sindaco di Bardi, il quale ci ha risposto mettendoci al corrente di un' ordinanza comunale emessa da un suo predecessore (ma da una giunta di cui faceva parte anche l'attuale vice sindaco) e richiamandone due parti.

La prima sancisce il divieto assoluto, su tutto il territorio comunale, di libera circolazione di cani, senza cioè guinzaglio, con la sola eccezione di quelli da caccia durante il periodo venatorio.

uno degli episodi (foto scattata da lontano con il cellulare)

La seconda ricorda che il proprietario di cani è tenuto a custodirli e a garantire la tutela di terzi.

Come dire: nostri cani non avevano diritto di scacciare i cani da caccia dalla nostra proprietà. Ma siamo sicuri che la legge dica davvero così?

Un bel bluff che noi siamo andati a vedere, così chi voleva bluffare ha fatto una pessima figura in Regione e varie altre sedi. Ecco che cosa ci hanno evidenziato:

  1. Non si tratta di territorio comunale, ma di terreno privato.
  2. Si vieterebbe di fatto anche ai cani da soccorso, ai cani da supporto a disabili, ai cani per i non vedenti, ai cani delle forze dell'ordine, ai cani per la ricerca dei tartufi di muoversi senza guinzaglio…insomma, non si ha proprio idea delle discriminazioni che comporta questa ordinanza.

Da principio, abbiamo chiesto al Wolf Apennine Center la normativa di riferimento per l’utilizzo di cani da difesa del bestiame. E' strano chiamare così le nostre asine e capre, ma manteniamoci nella terminologia tecnica. Il WAC ci ha indicato l'ordinanza 209/2013 del Ministero della Salute, quella, per intenderci, a cui fino ad oggi ci siamo sempre riferiti, che all' art. 5 comma 3 cita: "Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, lettere a) e b), non si applicano ai cani a guardia e a conduzione delle greggi  e  ad altre tipologie di cani comunque individuate con proprio  atto  dalle Regioni o dai Comuni."

Vuol dire che Regioni e Comuni possono aggiungere delle categorie proprie, es cani da ricerca di tartufi, a quelle che la legge nazionale esonera da museruola e guinzaglio nelle aree pubbliche o aperte al pubblico.

1-0 per noi

Per avere ulteriore supporto, abbiamo contattato l'ufficio Lav di Bologna, il quale ci ha messi in contatto con il responsabile nazionale per la tutela della fauna selvatica e con l'ufficio legale della Lav. A questo punto, siamo stati ricontattati dalla referente del progetto Difesa Attiva, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, che si occupa di sviluppare strategie per ridurre il conflitto tra la presenza del lupo e le attività antropiche nelle aree rurali . Quindi, tra i maggiori esperti in Italia sulle tematiche relative ai cani da guardiania. Chiaramente, il Ministero dell’Ambiente agisce solo in un ambito strettamente legale, ciò che a noi interessa, infatti ci ha informato sull'uso di cani da guardiania e da guardia, indicandoci la normativa NAZIONALE di riferimento.  A chiacchiere stiamo a zero!

2-0 per noi

Dato che l'ordinanza risulta discriminatoria anche in funzione dell'ultimo bando regionale dell'Emilia Romagna sulla protezione da fauna selvatica, che prevede l'erogazione di fondi alle imprese agricole per l'acquisto di cani da guardiania, abbiamo ritenuto importante informare la Regione per capire come procedere. Se la Regione mi permette di accedere ad un bando per l'acquisto di cani per la difesa degli animali (poi non è il nostro caso eh, #adoptdontshop 😉 ), ma di fatto un Comune ne vieta l’utilizzo sul proprio territorio, vorrebbe dire che gli allevatori di quel Comune non hanno gli stessi diritti di altri allevatori emiliani. Invece no, tranquilli, abbiamo tutti gli stessi diritti: infatti la Regione ci ha risposto con estrema solerzia che, in assenza di una normativa regionale, si fa riferimento alla legge nazionale, appunto di nuovo la 209, a cui noi ci riferiamo da sempre.

La Regione, inoltre, cita l'art. 83 del Regolamento di Polizia Veterinaria: “possono essere tenuti senza guinzaglio e senza museruola i cani da guardia, soltanto entro i limiti dei luoghi da sorvegliare purché non aperti al pubblicoi cani da pastore e quelli da cacciaquando vengono rispettivamente utilizzati per la guardia delle greggi e per la caccia, nonché i cani delle forze armate e delle forze di polizia quando sono utilizzati per servizio". Infatti, non solo ci ricorda che i nostri cani da guardia posso agire all'interno di terreni recintati e dunque non aperti al pubblico, ma ricorda anche che i cani da guardiania sono equiparati a cani da caccia durante le loro funzioni. Non esistono solo i cani da caccia!

E siamo già a 3-0.

Non domi, abbiamo sentito anche un parere legale privato, il quale, preso atto della notevole documentazione acquisita e confermandoci quanto scritto dalle differenti fonti, ci ha ricordato che allo sconfinamento reiterato di cani all'interno di proprietà recintate, si può rispondere con una querela per malgoverno di animale, essendo infatti reiterato decade la fortuità dell'evento.

4-0. Cappotto

Detto ciò, per noi la storia finisce qui. Contiamo di aver messo una pietra tombale sull’arroganza (non sappiamo se per ignoranza o per malafede). Se così non fosse e dovremo difenderci da eventuali soprusi in tribunale, speriamo, a quel punto, che non lo si faccia con soldi pubblici. Ci dispiacerebbe sapere che mancano soldi per fare cose di pubblico interesse, perché si sono spesi a rincorrere ombre nei tribunali.

Perché vi abbiamo raccontato tutto questo?
-> Perché ci sembrava utile condividere le informazioni che abbiamo raccolto e lasciarle a disposizione di chiunque si venga a trovare in situazioni analoghe. E sono tante, come ci hanno confessato i legali con cui abbiamo parlato
-> Perché gestire un rifugio per animali significa anche questo. 

Nella prossima puntata: il prequel, ovvero, di come Cujo ha fatto uscire i segugi mentre il cacciatore ci urlavo contro "animalisti del cazzo" . Come potete aiutare il nostro rifugio acquistando la maglietta "ANIMALISTA DEL CAZZO" da sfoggiare con orgoglio. Continuate a seguirci e, se vi va, condividete!

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